Perché le Cooperative di Comunità

 
Le Cooperative di Comunità hanno sede in Toscana e operano in territori montani o comunque marginali. I Progetti sono stati valutati dalla Regione, dai Comuni e da Anci in base alla fattibilità, alla sostenibilità e soprattutto all’impatto sulla comunità locale, per un finanziamento di oltre 1 milione di euro.

Nell'aprile del 2018 la Regione Toscana ha, infatti, pubblicato un primo avviso rivolto a cooperative di comunità costituite o da costituire che proponessero progetti per il rilancio dei territori e iniziative per arrestare lo spopolamento di borghi isolati.
Le cooperative dovevano sostenere forme di economia collaborativa indirizzate a dare risposta a nuovi bisogni sociali attraverso un approccio mutualistico e cooperativo, creando reti e legami di comunità e, insieme, proponendo interventi innovativi, attenti alla sostenibilità e alla tutela ambientale.
Nel dicembre 2018 sono stati selezionati e ammessi al finanziamento regionale 24 progetti di cooperative di comunità costituite o in fase di costituzione sparse su tutto il territorio toscano.
I progetti presentati hanno confermato l’obiettivo regionale sviluppando nei piccoli centri di montagna, in zone marginali, iniziative che potevano ridare slancio alla comunità, avviare attività economiche con il coinvolgimento della popolazione o di esercizi e imprese locali che insieme potevano invertire processi di spopolamento e di marginalizzazione.
I progetti prevedevano di riattivare attività turistiche, culturali e commerciali, di valorizzare l'ambiente o i beni culturali locali, riavviare strutture di ricezione turistica (anche diffusa), percorsi culturali o ambientali, attività cooperative in ambito agricolo o ittico. Gli utili che sarebbero tornati alle comunità, consentendo erogazione di servizi alle persone e interventi di promozione locale. Gli strumenti digitali, le nuove tecnologie ICT, infine, avrebbero potuto aiutare a beneficiare di servizi vecchi e nuovi creando possibilità di utilizzo in loco; le nuove tecnologie avrebbero, inoltre, favorito la promozione e la fruizione delle attività avviate.

Questo avviso rivolto alle cooperative è una delle azioni concrete, per dare corpo alle idee e alle progettualità, emerse nell'ambito del precedente percorso #CollaboraToscana, che aveva cercato di esaminare e mappare i vari interventi toscani in cui vi fosse sviluppo di pratiche collaborative e interventi per favorire modelli collaborativi orientati all'economia della condivisione.

Nell’ambito del Programma regionale di sviluppo 2016-2020 e nello specifico della linea “Collaborazione” erano, infatti, stati previsti interventi per favorire la diffusione di processi di governance collaborativa . In particolare il percorso denominato #CollaboraToscana includeva le deleghe alla partecipazione e all'innovazione, con la finalità di costruire una policy regionale sull’economia della condivisione e della collaborazione.

Questo percorso partecipativo ha coinvolto, oltre a diverse direzioni della struttura regionale, una varietà di portatori di interesse provenienti da realtà diverse (altri enti, imprese e startup, terzo settore, cittadinanza attiva) con lo scopo di confrontarsi, discutere e co-progettare sul tema della economia civile e della condivisione.

Questa esperienza, che si è sviluppata in quattro workshop tematici dedicati ai vari ambiti di applicazione e sviluppo dell'economia della condivisione e della collaborazione - infrastrutture (trasporto, digitale, energia…), beni (beni culturali, spazi urbani, spazi ambientali...), servizi (servizi alla persona, accoglienza…) governance (collaborazione istituzionale, collaborazione pubblico privato…) ed ha permesso la redazione del Libro Verde #CollaboraToscana sull’economia della condivisione, della collaborazione e beni comuni, avente un ruolo di facilitatore e guida dei processi complessi e innovativi afferenti alla sharing economy.

Il Libro Verde contiene una mappa delle politiche pubbliche regionali da mettere in sinergia e una proposta di obiettivi, azioni e misure, individuate attraverso il percorso di ascolto e co-progettazione, da mettere in campo ai diversi livelli per massimizzare le opportunità e limitare rischi e criticità delle pratiche che si sviluppano in questo ambito.

Il percorso #CollaboraToscana ha messo in luce una tipologia di economia collaborativa nella quale la Regione Toscana può giocare un ruolo decisivo per favorire queste pratiche di innovazione economica e sociale e per la quale l'ente regionale intende costruire una specifica cornice di politica pubblica vigile e attenta.
La scelta toscana si indirizza verso una tipologia di economia collaborativa solidale, fedele alle vocazioni o specializzazioni locali, attenta non solo agli aspetti economici, ma anche e soprattutto - agli aspetti e impatti sociali.
Questa è una forma di economia collaborativa, detta “pooling economy", che valorizza di più gli aspetti sociali rispetto al mercato, che non si limita a suggerire la condivisione di risorse in alternativa al “consumo proprietario” - “access-based consumption”, o a suggerire all’individuo o alla collettività di spogliarsi di diritti di proprietà, ma punta più alla collaborazione , sulla messa in comune della proprietà individuale, sulla co-gestione di servizi, sulla co-produzione di beni manifatturieri.

Oltre al finanziamento alle Cooperative di Comunità sono stati previsti da Regione Toscana altri interventi di sostegno agli Enti locali per lo sviluppo di pratiche di governance collaborativa che nel 2018 sono derivate da un accordo fra Regione Toscana, Comune di Pontedera e Comune di Campi Bisenzio per la promozione dei beni comuni e per l’attuazione dei progetti “Realizzazione della Casa dell’acqua”, per la creazione a Campi Bisenzio di uno spazio polivalente di co-progettazione e co-gestione collaborativa dell’immobile denominato "ex casello idraulico", e “Villa Crastan Casa della Città”, per la gestione collaborativa della storica Villa Crastan di Pontedera .

E’ stato inoltre sottoscritto un Protocollo d'Intesa tra Regione Toscana, ANCI Toscana e Comuni toscani, specificamente dedicato alla creazione di una Rete per l'economia collaborativa e l'innovazione civica, aperto all'adesione da parte di tutti quei Comuni che riconoscono il valore e l'importanza della promozione di esperienze di innovazione civica attraverso gli strumenti dell’economia civile, della partecipazione dei cittadini, di nuovi esperimenti di welfare di comunità e di rigenerazione socio-urbana, dell’economia circolare, dell'amministrazione e gestione condivisa di beni comuni, del consumo consapevole.

Nei primi mesi del 2019 le 24 le cooperative di comunità hanno avviato i progetti selezionati. Il 6 novembre 2019 è stata approvata la nuova legge regionale toscana sulle cooperative di comunità, che modifica la legge regionale n.73/2005.

Sono previsti ulteriori stanziamenti (2019-2020) finalizzati alla concessione di contributi a progetti di creazione di nuove cooperative di comunità, o consolidamento di cooperative di comunità esistenti, con la finalità di valorizzare risorse territoriali, competenze, vocazioni e tradizioni culturali delle comunità locali.

Immagine cooperativa